LA SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI, forse non tutti sanno che...............

Tu mangeresti cibi contaminati ? Berresti acqua inquinata ? Beviamo più di 1,5 lt di acqua al giorno, mangiamo poco meno di 1kg di cibo in un giorno e respiriamo oltre 10’000 litri di aria in 24 ore PERCHE' ALLORA SIAMO DISPOSTI A RESPIRARE ARIA CONTAMINATA?


Ma quali effetti ha tutto questo sulla nostra salute? L‘aria all’interno degli uffici, abitazioni, e luoghi chiusi in generale è solitamente più inquinata dell’aria esterna dal 200% al 500% Le cause più comuni dell’inquinamento indoor sono: Virus, batteri, acari e polvere, fumo di tabacco, Composti Organici Volatili (COV), pollini e spore fungine.



CORONAVIRUS Covid-19   cosa funziona e cosa no


Ad oggi nulla è ancora stato testato come efficace sul Covid-19;


Esistono diversi sistemi per la "disattivazione" dei virus e per l’eliminazione dei batteri, ma su questo ceppo così nuovo l’OMS ed i vari ministeri della sanità dei Paesi del mondo non hanno ancora condotto dei test scientifici specifici e quindi oggi non si può affermare che ci sia un prodotto od un apparecchio che possa vantare tale certificazione.


Alcuni prodotti validi ed efficaci contro i virus (del DNA e del RNA) anche nelle varianti "corona" esistono, ma come detto NON hanno ancora avuto la certificazione per il Covid-19.


Ognuno di essi ha innegabilmente dei pro, ma anche dei contro; analizziamone alcuni:


     


E' da sempre ritenuto efficace, ed ha ottenuto certificazioni dai più alti livelli mondiali della sanità, come idoneo all’eliminazione di virus e batteri ma………..ha il grande effetto collaterale di essere dannoso per la salute umana ed animale: È un energico ossidante e per gli esseri viventi è altamente velenoso (Wikipedia).


Oltre ad essere pericoloso per l’uomo e per gli animali, deve essere utilizzato con estrema cura (esistono disinfestatori certificati muniti di patentino) perché il suo uso deve avvenire in saturazione tra 2 e 4 ppm (parti per milione), dopodichè l’ambiente va tenuto chiuso (sigillato) per un tempo determinato e preciso, e successivamente il locale deve essere aerato con il completo ricambio dell’aria; non è una tecnica semplice e va fatta da personale esperto. Oltretutto l’ozono, se usato in modo non corretto, provoca la early degradation ovvero il degradamento precoce di alcuni materiali come il nylon, la gomma naturale o l’ottone (tutti materiali normalmente presenti all’interno delle nostre case, negozi, ambulatori ecc).


Tratto da: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)  link: urly.it/37has           VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA: In condizioni reali il tempo di decadimento naturale necessario per rendere accessibili i locali è di almeno 2 ore. Evitare di eliminare l’ozono residuo ricorrendo alla ventilazione forzata per convogliarlo in ambiente esterno: il DL.vo 155/2010 (67) fissa valori limite e obiettivi di qualità anche per le concentrazioni nell’aria ambiente di ozono. Sulla base della normativa CLP e REACH (34,35) i registranti hanno classificato l’ozono come: sostanza che può provocare o aggravare un incendio; letale se inalata, provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari, provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta per via inalatoria, molto tossica per l’ambiente acquatico con effetti di lunga durata. Alcuni notificanti identificano l’ozono come sospetto mutageno. Le autorità competenti tedesche hanno manifestato l’intenzione di proporre per l’ozono una classificazione come mutageno di categoria 2 e cancerogeno di categoria 2. L’uso di l’ozono deve avvenire in ambienti non occupati e debitamente confinati. Pertanto, prima di ricorrere all’utilizzo di tale sostanza per il trattamento di locali è necessario valutare il rischio di esposizione sia degli addetti alle operazioni di sanificazione sia del personale che fruisce dei locali sanificati. Gli operatori devono essere addestrati ed esperti e provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI).


    


In basse concentrazioni viene usato per la disinfezione delle acque da bere, o nelle piscine ecc; in concentrazioni non controllate (vedasi apparecchiature per la fumigazione NON certificate) è altamente tossico per l’uomo e per gli animali ma ……… ha l’effetto collaterale di provocare: malessere, nausea, irritazione degli occhi, delle mucose, dell’apparato respiratorio; il cloro indebolisce i polmoni a causa dei suoi effetti corrosivi e può provocare a lungo termine addirittura edemi polmonari oltre che rendere vulnerabile l’apparato respiratorio ad altre malattie (Wikipedia).


Per quanto controllato possa essere il suo uso, è pur sempre un cloro con i suoi effetti corrosivi e relativi effetti dannosi per gli oggetti ma soprattutto per l'uomo se inspirato; oltre a ciò l’acido ipocloroso non può ovviamente essere utilizzato allo stato puro, va diluito in soluzione acquosa e quindi debbo essere disposto a disperdere nell’ambiente di casa, ufficio, negozio ecc tutti i giorni una certa quantità di acqua sotto forma di "nebbia".


Tratto da: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)  link: urly.it/37has           VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA: Relativamente agli effetti sulla salute umana, si sottolinea un rischio non accettabile a seguito di inalazione da parte di utilizzatori professionali durante la disinfezione di grandi superfici. Inoltre, poiché il prodotto può causare irritazione cutanea, va limitato l’utilizzo al solo personale addestrato provvisto di guanti e altri dispositivi di protezione individuale (DPI). A causa dell’elevata instabilità del principio attivo, non è consigliato l’utilizzo del prodotto igienizzante al di fuori del sistema di produzione in situ, ad esempio mediante trasferimento della soluzione ottenuta in appositi flaconi. Nello specifico, il trasferimento in flaconi da parte dell’utilizzatore finale potrebbe comportare un uso improprio con rischio di esposizione e/o intossicazione.



Agiscono per contatto e quindi vanno benissimo per la disinfezione manuale di superfici ma l’aria che respiriamo difficilmente può essere "pulita" con queste sostanze. Se utilizzati con apparecchi di fumigazione diviene facilmente inspirabile dagli esseri viventi ma ………


L’etanolo è un composto stupefacente ed ha molteplici effetti sull’organismo umano di natura energetica, narcotica, farmacologica, tossica, psichica (Wikipedia: effetti sull'organismo).



Anche il perossido di idrogeno agisce per contatto ed è talmente innocuo per l’uomo che viene utilizzato come disinfettante per le ferite della pelle. Se utilizzato con apparecchi di fumigazione può ……… esprimere le sue caratteristiche di forte decolorante sia per i tessuti, i capelli e o peli degli esseri viventi ma anche per le plastiche [Usato comunemente per la pulizia e il rinnovo dei colori dei mattoncini Lego ingialliti ormai dal tempo e dall’esposizione al sole] (Wikipedia).


Anche per il perossido di idrogeno vale lo stesso principio dell'uso controllato e da parte di personale esperto; utilizzato con apparecchi per la fumigazione può arrecare danni agli oggetti esprimendo il proprio potenziale decolorante e leggermente corrosivo; ma può provocare danni anche all'umo! se inalato può provocare irritazioni ai polmoni, ed in concentrazioni del 5% o superiori può provocare lesioni permanenti agli occhi. Forse non tutti sanno che il perossido di idrogeno combinato con l'ammoniaca (comunemente disponibile nelle abitazioni e/o esercizi commerciali) può diventare un esplosivo! (link all'articolo) infatti trova impiego anche come propellente per razzi e siluri (Wikipedia). In generale, quindi, oltre a disperdere tutti i giorni umidità nell’ambiente in cui vivio, lavori, mangi ecc. rappresenta anche un rischio per la salute. 


Tratto da: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)  link: urly.it/37has           VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA: In merito alla pericolosità, il perossido di idrogeno è classificato in modo armonizzato secondo il CLP31 come: liquido comburente di categoria 1 [Ox. Liq. 1 – “può provocare un incendio o un’esplosione (forte ossidante)]”; corrosivo per la pelle di categoria 1 (Skin. Corr. 1A – “provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari”) e nocivo per ingestione e per inalazione di categoria 4 (Acute Tox. 4 - “nocivo se ingerito” e “nocivo se inalato”). Considerata la classificazione del principio attivo, come anche il metodo di applicazione, l’utilizzo di perossido d’idrogeno vaporizzato/aerosolizzato è ristretto ai soli operatori professionali. Per i trattamenti andranno pertanto osservate le precauzioni del caso (DL.vo 81/2008) ed è inoltre necessario rispettare i tempi per l’accesso ai locali e i tempi di decadimento.



Conosciuto già dagli inizi del XX secolo come germicida ed ancora oggi viene utilizzato in alcune formulazioni di pomate, garze per ferite ecc. Con l’avvento della pandemia da Covid-19 alcune aziende hanno messo in commercio apparecchi per la fumigazione di prodotti a base d’argento colloidale ma ………


L'argento può interagire con alcuni farmaci generando reazioni allergiche, ma quel che più è grave è che con l’andare del tempo l’argento tende ad accumularsi nei tessuti ed organi del corpo umano (reni, muscoli, milza, cervello, pelle) provocando l’argiria (modificazione del colore della pelle) il quale è un danno collaterale IRREVERSIBILE nell’uomo (Wikipedia). 



Dal punto di vista normativo, si fa presente che, poiché l’attività disinfettante della radiazione ultravioletta, si attua mediante un’azione di natura fisica, i sistemi di disinfezione basati su UV-C non ricadono nel campo di applicazione del BPR che esclude espressamente dalla definizione di biocida, i prodotti che agiscano mediante azione fisica e meccanica. Anche a livello nazionale non rientrano, secondo il DPR 6 ottobre 1998, n. 392 sui PMC, i prodotti la cui attività disinfettante operi mediante azione fisica o meccanica. Gli emettitori di radiazioni UV-C che possono avere funzione di pulizia, igienizzazione o disinfezione, hanno dimostrato che la potenza della luce UV-C e il tempo in cui le superfici sono esposte a questa luce variavano considerevolmente tra i prodotti di pulizia UV-C commercializzati ed in base al design del prodotto. Se le superfici sono esposte a una radiazione UV non sufficientemente intensa, ciò potrebbe comportare una disinfezione inadeguata e conseguenti problemi di sicurezza e prestazioni. La radiazione UV-C ha la capacità di modificare il DNA o l’RNA dei microorganismi impedendo loro di riprodursi e quindi di essere dannosi. Per tale motivo viene utilizzata in diverse applicazioni, quali la disinfezione di alimenti, acqua e aria. In particolare è stata dimostrata l’inattivazione di oltre il 95% del virus dell’influenza H1N1 aerosolizzato mediante un nebulizzatore.


Tratto da: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)  link: urly.it/37has          VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA: Tipicamente, le lampade germicida utilizzate in sistemi di sterilizzazione hanno emissione dominante intorno alla lunghezza d’onda di 253 nm (nanometri). Devono essere filtrate le componenti con lunghezza d’onda inferiore a 250 nm, per prevenire il rischio di produzione di Ozono. Qualora le componenti UV di lunghezza d’onda inferiore a 250 nm non siano schermate dovranno essere messe in atto anche le procedure di sicurezza per prevenire l’esposizione ad Ozono. Gli emettitori di radiazioni UV-C che possono avere funzione di pulizia, igienizzazione o disinfezione, hanno dimostrato che la potenza della luce UV-C e il tempo in cui le superfici sono esposte a questa luce variavano considerevolmente tra i prodotti di pulizia UV-C commercializzati ed in base al design del prodotto. Se le superfici sono esposte a una radiazione UV non sufficientemente intensa, ciò potrebbe comportare una disinfezione inadeguata e conseguenti problemi di sicurezza. La radiazione UV-C può essere utilizzata in sicurezza in sistemi chiusi per disinfettare le superfici o gli oggetti in un ambiente chiuso in cui la luce UV non fuoriesce all’esterno. I sistemi tradizionali con lampade UV-C installate a parete o a soffitto che generano luce UV-C in assenza di protezione dell’utente dall’esposizione, rappresentano un potenziale pericolo in funzione della lunghezza d’onda, dell’intensità e della durata di esposizione, in considerazione del fatto che la radiazione UV-C di per sé non può essere percepita dall’essere umano in quanto non dà alcuna sensazione termica e non è visibile. Infatti, come documentato in letteratura, la radiazione UV-C nell’intervallo 180 nm 280 nm è in grado di produrre gravi danni ad occhi e cute. Inoltre la radiazione UV-C è un cancerogeno certo per l’uomo per tumori oculari e cutanei (Gruppo 1 A IARC). I valori limite fissati dalla vigente normativa in relazione all’impiego di lampade germicida con emissione UV-C 180-250 nm sono stati recentemente confermati dallo SCHEER (Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori) in relazione all’evidenza che l’esposizione accidentale agli UV-C generati da lampade germicide in tale intervallo di lunghezze d’onda è in grado causare gravi danni eritemali, ustioni e gravi forme di fotocheratiti e fotocongiuntiviti a soggetti inconsapevolmente espositi anche per brevi periodi (SCHEER - Health effects of UVC lamps 2017).


Si citano inoltre i seguenti punti di attenzione: a) scarsa penetrazione; non penetra carta, vetro, indumenti e, se il virus è annidato nel tessuto, rischia di non essere raggiunto;     b) il materiale trattato necessita di distanza minima dalla sorgente UV;     c) l’efficacia dipende dalle condizioni ambientali (umidità relativa);     d) contenimento dell’esposizione dell’operatore considerata la mutagenicità per l’uomo (cute, occhi);     e) degradazione dei colori poiché ogni minuto di esposizione alla luce ultravioletta della lampada corrisponde a qualche ora di esposizione alla luce solare.


www.repertoriosalute.it/iss- 


Il Rapporto, pubblicato il 15 maggio dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sul suo sito istituzionale (raggiungibile al seguente link: urly.it/37has ), fornisce indicazioni, basate sulle evidenze a oggi disponibili, in tema di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, di sopravvivenza del virus su diverse superfici e di efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali


Le indicazioni contenute nel documento considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo.


I prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida – sottolinea il Rapporto – o una qualsiasi altra azione tesa a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi::  quello dei Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e quello dei biocidi.


Tali prodotti, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente valutati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (o altro organo tecnico-scientifico in ambito Nazionale) e autorizzati dalle Autorità Competenti degli stati membri dell’UE  (per l’Italia il Ministero della Salute)..


 


Come detto ad oggi nulla è ancora stato testato come efficace sul Covid-19, mentre sono certi gli effetti collaterali di molteplici prodotti e/o sistemi per la sanificazione posti in commercio recentemente, i quali rappresentano dei gravi rischi per la salute umana.


È bene, quindi, prendere le cose sul serio e con estrema cautela, cercando di osservare alcune semplici regole:


1) Nel caso di sanificazioni "una tantum" affidarsi esclusivamente a personale specializzato e qualificato, che possa dimostrare l’apposito patentino e la certificazione del prodotto/macchinario.  


2) Evitare assolutamente di mantenere in funzione macchinari/prodotti fatti per l’uso "una tantum".


3) Non farsi attrarre dai bassi prezzi oggi proposti on-line da chiunque, dietro difficilmente ci sarà un prodotto di qualità.


4)  Escludere i prodotti dotati di soli filtri aria (anche HEPA) ma, per quanto possibile, scegliere prodotti che garantiscano l’eliminazione di batteri, funghi, virus ecc.


5) Garanzia di funzionamento, e di NON pericolosità, la si ha solo con l’approvazione da parte del Ministero della Salute, il quale mette a disposizione il sito ufficiale per verificare l’esistenza di certificazione per i presidi medici. 


  Link: http://www.salute.gov.it/interrogazioneDispositivi/RicercaDispositiviServlet?action=ACTION_MASCHERA


6) La vostra salute, quella dei vostri familiari, dei clienti, i collaboratori ecc. vale sicuramente più di tutto il resto, pretendete SEMPRE la certificazione del Ministero della Sanità Italiano.