Manutenzione semplificata: meno componenti, più efficienza
Una delle differenze più rilevanti tra un veicolo tradizionale a combustione interna (ICE) e un veicolo elettrico (EV) riguarda la complessità meccanica. Un ICE è costituito da migliaia di componenti mobili – circa 2.000 – mentre in un EV il numero si riduce drasticamente, arrivando a poche decine. Questo significa meno parti soggette a usura, meno interventi e, di conseguenza, una manutenzione più semplice ed economica. Alcuni produttori stimano che i costi di manutenzione dei veicoli elettrici possano ridursi anche del 70% rispetto ai loro equivalenti alimentati a carburante.

Un dato incoraggiante, che però porta con sé un nuovo tipo di sfida: le officine tradizionali, abituate a intervenire sui veicoli ICE, non sempre hanno le competenze necessarie per gestire i nuovi mezzi elettrici. Secondo l’Institute of the Motor Industry (IMI), la grande maggioranza dei meccanici nel Regno Unito non possiede ancora le certificazioni adeguate per lavorare in sicurezza sugli EV. Una situazione che la pandemia ha contribuito a rallentare ulteriormente, riducendo drasticamente il numero di nuove qualifiche rilasciate.

In questo scenario, la figura del “meccanico” del futuro potrebbe essere molto diversa da quella che conosciamo oggi: accanto alla competenza tecnica, saranno sempre più richieste conoscenze legate all’informatica e alla programmazione. Per le aziende, questo significa valutare anche investimenti in formazione, partnership o consulenti specializzati per garantire una manutenzione adeguata della flotta elettrica.

Il valore aggiunto dei dati
Un altro aspetto interessante degli EV è la loro capacità di generare e trasmettere informazioni in tempo reale. Collegati alla nostra piattaforma di fleet management, possono fornire dati preziosi su batteria, log di servizio, pressione degli pneumatici e molto altro.

Per un fleet manager, ricevere alert immediati in caso di anomalie significa poter reagire più velocemente, pianificare interventi mirati e ridurre i rischi di fermo veicolo. In un contesto in cui i meccanici specializzati sono pochi e molto richiesti, la possibilità di diagnosticare un problema in anticipo diventa un vantaggio competitivo: permette di organizzare le priorità e garantire che le manutenzioni necessarie vengano eseguite senza ritardi critici.

EV: manutenzione più semplice, ma nuova organizzazione necessaria
Gli EV, quindi, portano con sé un doppio vantaggio: meno componenti da gestire e costi di manutenzione più bassi, uniti alla possibilità di accedere a un flusso continuo di dati utili per ottimizzare la gestione della flotta. Allo stesso tempo, però, richiedono un cambio di prospettiva: nuove competenze, maggiore digitalizzazione e strumenti di monitoraggio evoluti.

La manutenzione non sarà più solo questione di olio motore e pistoni, ma sempre di più di software, dati e strategie di gestione intelligente.

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